Le soluzioni 
alla dispersione scolastica

Dopo avervi introdotto al tema della dispersione scolastica, vi presentiamo le soluzioni per attenuare il tasso di ELET in Italia.

I sistemi d'istruzione stranieri

Una delle soluzioni che il nostro Paese potrebbe considerare è prendere d'esempio i piani d'istruzione degli altri Paesi. Stati come il Regno Unito o la Finlandia, come riportato dai dati, hanno un'eccellente sistema di istruzione, con un tasso di dispersione scolastica nettamente inferiore al nostro.


Il Regno Unito

La scuola nel Regno Unito è divisa in statale e privata (maintened and independent). Amministrata dalle novantasei Local Education Authorities, la scuola si suddivide in: educazione primaria (5-11 anni); educazione secondaria (11-16 anni); educazione terziaria (16-18 anni). I ragazzi Britannici hanno l'obbligo di frequentare la scuola fino ai 16, sebbene venga frequentata fino al diploma dalla stragrande maggioranza degli studenti. Ogni studente di qualsiasi indirizzo deve studiare Inglese, Scienze e Matematica, mentre le altre materie variano dal tipo di scuola. Ogni studente, completata l'educazione secondaria, può sceglie tra tre indirizzi di scuola superiore: Grammar School (corrispondente al liceo italiano), Technical School (l'istituto tecnico) e Modern School (l'istituto professionale).
Lo studente non deve sostenere esami orali, poiché le valutazioni vengono assegnate solo negli scritti. In genere i principi su cui si fonda la valutazione sono essenzialmente tre: pianificare un obiettivo, monitorare i progressi dello studente e valutare il ragazzo al termine del percorso scolastico. Gli studenti non devono studiare tutte le materie (alcune però necessarie) e, di conseguenza, non deve sostenere tutti gli esami, bensì può scegliere quali sostenere dopo aver raggiunto il diploma di scuola superiore.
Le vacanze durano da metà luglio ai primi giorni di settembre, con altrettante settimane di riposo concesse a metà ottobre, a Natale, a metà febbraio e a Pasqua.



La Finlandia

Più del Regno Unito è la Finlandia il paese modello da seguire. Con i suoi forti investimenti nella scuola, la Finlandia ha raggiunto le classifiche più alte al mondo per un'istruzione sostenibile e serena, superando anche colossi economici come Germania e Francia. Gli insegnanti finlandesi sono per il 64% under 50, a differenza dell'Italia che per il 58% sono over 50. Dagli anni Settanta la scuola dell'obbligo prevede nove anni di insegnamento. In effetti la scuola materna inizia a 7 anni, ma il primo anno è facoltativo. Si tratta di una soluzione difficilmente praticabile in Italia, mentre le normative finlandesi prevedono fino a 3 anni di congedo parentale. 
Gli istituti comprensivi, ad eccezione di alcune scuole private, sono gestiti principalmente dagli enti locali. Il governo contribuisce a finanziare tutte le scuole; il materiale didattico e educativo per i bambini è gratuito. Gli alunni ricevono inoltre un pasto caldo il giorno. Di norma, il trasporto per distanze superiori ai 5 km viene organizzato dall'istituto. Le scuole più piccole hanno meno di dieci alunni, le più grandi 900.

Le autorità finlandesi fanno di tutto per rendere più facile la vita dei genitori, ma è anche vero che la filosofia di apprendimento è completamente diversa rispetto a quella adottata dalla stragrande maggioranza dei paesi occidentali. La Finlandia ha la scuola migliore del mondo, soprattutto perché ha abolito la competizione a tutti i costi e ha messo al centro della vita scolastica la cooperazione. Le più recenti riforme del comparto scolastico si basano in prevalenza sulle direttive della ricerca: il ministro dell'istruzione non ha paura di sperimentare nuove soluzioni educative.

Dal 2015 in Finlandia si sono diffuse le scuole Senza Zaino. Si tratta di un modello didattico che abolisce la cattedra centrale, si basa sulla divisione degli spazi in aree di lavoro e che preferisce le valutazioni motivazionali ai voti. Questa metodologia sta venendo parzialmente introdotta in Italia e viene ritenuta un'eccellenza del nostro sistema d'istruzione, quando in Finlandia è già realtà da anni.
Per legge i maestri finlandesi devono concedere ai bambini una pausa di 15 minuti ogni ora di lezione. In questo tipo di approccio didattico c'entra la ricerca, perché è stato ampiamente dimostrato un intervallo di un quarto d'ora tra le lezioni, gli studenti apprendono più facilmente. Ciò non significa affatto che in classe si lavori poco. È vero semmai il contrario, se si considera che quasi tutti i compiti vengono svolti a scuola. In questo modo i bambini dispongono di più tempo da condividere con la famiglia e da dedicare alle proprie passioni. 

Il sistema scolastico finlandese è di un livello tale che a casa ci si può permettere di studiare meno, senza che i risultati ne risentano. Fino ai 13 anni si fa a meno dei voti, ai quali si preferiscono valutazioni motivazionali. Anche dopo i 13 anni le valutazioni motivazionali giocano un ruolo importante e anzi, il corpo docenti deve fare in modo che nessuno resti indietro. L'apprendimento viene visto cioè come una possibilità di sviluppare al meglio le proprie potenzialità.


Il liceo Morgagni di Roma

Alcune scuole d'Italia stanno imitando i modelli scolastici stranieri per migliorare l'apprendimento degli studenti.
E' diventato celebre il Liceo Morgagni di Roma, che sta facendo parlare di sé a livello nazionale. Il dirigente scolastico e il collegio docenti hanno deciso di rivoluzionare il metodo di valutazione dando vita a una scuola senza voti.  
Non tutti nel collegio docenti erano convinti 
- dice il prof Arte - 
Togliendo i voti si capovolge il ruolo del docente che deve coinvolgere e motivare tantissimo. La preside però mi ha appoggiato e siamo partiti.  
Gli studenti vengono comunque interrogati, ma non vengono assegnate valutazioni numeriche, che invece rimangono, per dovere istituzionale, a fine di ogni quadrimestre. Queste, però, vengono discusse in classe per cercar di far pesare il meno possibile la valutazione allo studente.
Sono convinto che i nostri studenti raggiungano lo stesso livello culturale degli altri, ma con questo metodo maturano competenze trasversali che altri non hanno, come il lavoro in team e l'autonomia. Nel mondo del lavoro e all'Università servono tantissimo.
ha spiegato Enzo Arte.

Il Liceo Morgagni è diventato un caso di studio per il corso di Pedagogia sperimentale dell'Università La Sapienza. Sono monitorati pregi e difetti del metodo e, qualora dovessero essere indiscutibilmente superiori i primi, non è da escludere che venga adottato anche da altri istituti.

La didattica museale: musei a scopo didattico

Se questi sistemi di istruzione sono quasi impossibili da rendere realtà nelle scuole di tutta Italia, potremmo ricorrere a soluzioni secondarie. Potremmo ad esempio incentivare le scuole a promuovere molte più uscite didattiche per visitare siti culturali, come i musei. Vi parliamo quindi della didattica museale: come sfruttare i musei a scopo didattico.

La didattica museale è una disciplina che si occupa della progettazione e dell'attuazione di programmi educativi e di formazione finalizzati alla valorizzazione dei beni culturali presenti in un museo. Il fine della didattica museale è quello di favorire l'apprendimento e la conoscenza del patrimonio culturale e storico presente nei musei, attraverso diverse modalità di trasmissione dei contenuti.

Uno degli strumenti principali utilizzati dalla didattica museale è il percorso espositivo, ovvero l'insieme di elementi (reperti, opere d'arte, documenti, ecc.) che vengono esposti al pubblico all'interno del museo. Il percorso espositivo viene progettato in modo da offrire una panoramica completa sulla storia e sulla cultura rappresentata dai reperti esposti, e deve essere in grado di rispondere alle esigenze informative e culturali del pubblico.

Oltre al percorso espositivo, la didattica museale prevede anche l'utilizzo di altri strumenti didattici, come ad esempio le audioguide, i pannelli informativi, le mappe tematiche, i laboratori didattici e le attività di animazione. Questi strumenti sono pensati per offrire al pubblico una visita più interattiva e coinvolgente, e per rendere più accessibili i contenuti del museo anche ai visitatori meno esperti.

Un altro aspetto importante della didattica museale è quello dell'inclusività e dell'accessibilità. I musei devono infatti essere in grado di offrire un'esperienza di visita accessibile a tutti, indipendentemente dalle abilità o dalle esigenze del visitatore. Ad esempio, possono essere previste audioguide o brochure in braille per i non vedenti, o percorsi tattili per i visitatori con disabilità visive. Inoltre, molti musei propongono attività e laboratori didattici specificamente pensati per i bambini o per le scolaresche, in modo da rendere la visita più accessibile e coinvolgente anche per i più piccoli.

La didattica museale si basa sull'utilizzo di diverse metodologie didattiche, come l'apprendimento basato sull'esperienza, l'apprendimento attivo, l'apprendimento.

Fonti: La Repubblica

Lo sport per lo studio

Può aiutarci a migliorare la qualità dello studio incentivare lo studente a praticare lo sport, fornendo alle palestre delle scuole gli attrezzi adeguati per svolgere attività fisica alla corretta maniera.

C'è infatti un forte collegamento tra l'attività fisica e l'apprendimento. Esaminando i risultati scolastici, è emerso che gli studenti che praticavano uno sport in modo regolare, raggiungevano risultati migliori con voti più alti. Tra le caratteristiche che presentavano in comune vi era maggiore autocontrollo e una concentrazione più duratura. Non solo, gli stessi giovani, dopo 5 minuti di sport, rivelavano maggiori competenze nello svolgimento di test valutativi delle capacità intellettuali. Inoltre, è emerso che il 50% dei soggetti che praticavano sport studiavano in media circa 3 ore in piùa settimana rispetto agli altri.

Secondo studi clinici eseguiti in Italia per i quali si è proceduto allo scanning del cervello di individui più o meno attivi, è emerso che le ragioni del maggior rendimento scolastico per gli sportivi sono duplici:

  • la prima è di ordine fisiologico e dipende dall'afflusso di ossigeno al cervello che è maggiore in coloro che praticano attività costante;
  • la seconda, invece, riguarda la maggiore stimolazione che avviene nel cervello e che migliorerebbe le connessioni tra neuroni.

Quindi praticare attività fisica migliora di molto il rendimento scolastico. Inoltre, non dimentichiamoci che lo sport è benefico per il nostro fisico, per i nostri muscoli e per le nostre ossa, ci rende più attivi e meno sedentari e soprattutto sviluppa in noi la capacità di lavorare in gruppo.

In conclusione, lo sport è fondamentale per un giovane individuo, sia fisicamente, che psicologicamente.

Fonti: La Repubblica

L'utilizzo della tecnologia

Sebbene condannato da molti, l'uso della tecnologia nelle lezioni quotidiane può rilevarsi efficiente. 
Qualsiasi strumento elettronico rende la lezione interattiva, ciò consente di apprendere più velocemente gli argomenti trattati. Gli studenti dichiarano di trovare i tablet utili e divertenti e in grado di arricchire la piattaforma di istruzione, non tanto sostituendo i libri, ma affiancandosi ad essi. L'utilizzo dei tablet aumenta anche la motivazione dei ragazzi, dal momento che si trovano a loro agio con una tecnologia moderna. 
Inoltre esso può essere un rimpiazzo definitivo dello zaino tradizionale, che può a lungo andare recare problemi alla colonna vertebrale. In aggiunta, gli ebook sono molto meno costosi dei libri tradizionali e ciò va incontro alle famiglie meno abbienti. Può sembrare strano, ma il costo di un tablet è minore di quello dei libri scolastici cartacei che vengono acquistati in 5 anni di scuola.

Da considerare è che i tablet e altri dispositivi simili possono aiutare studenti con deficit dell'apprendimento o con disabilità

Tuttavia ci sono anche svariati svantaggi che il tablet può dare.
Il tablet dà problemi di salute se utilizzato troppo a lungo. Può recare fastidio alla testa o agli occhi.
Lo smartphone così come il tablet non sono oggetti che dovrebbero essere affidati a bambini piccoli, perché poco responsabili. Così il tablet potrebbe finire per rompersi o per diventare uno strumento di distrazione per via della navigazione in rete. 
Inoltre, la maggior parte delle scuole italiane non possiede la connessione adatta a far navigare molti dispositivi contemporaneamente, cioè non possiede una fibra ottica all'avanguardia con ripetitori posti sparsi per i corridoi. Ne consegue che per navigare su internet a scuola occorre utilizzare i dati mobili e ciò comporta un ulteriore costo aggiuntivo.
Infine gli strumenti elettronici sono vulnerabili ad attacchi hacker che potrebbero rubare informazioni sensibili.

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